L’origine dei «semi» forniti dalla National Security Agency statunitense (NSA) per alcune curve ellittiche legate all’ECDSA, standardizzate nel 2000 dal National Institute of Standards and Technology (NIST) degli Stati Uniti, è rimasta sconosciuta per circa 25 anni. Secondo quanto riferito, l’IA Claude di Anthropic ha trovato in meno di 30 minuti un indizio sul metodo usato per generarli. Non si è trattato di violare la crittografia, ma di fare luce sulla provenienza di un valore di configurazione.
Non ha violato la crittografia: ne ha ricostruito la provenienza
Quando si sente dire che un’IA ha risolto un mistero crittografico, si tende a immaginare una scena spettacolare, come se avesse decifrato una chiave. Ma questa volta è andata diversamente. A essere risolto non è stato il problema della sicurezza della crittografia in sé, bensì la questione della provenienza: «Da dove viene questo numero?».
È proprio qui che sta l’interesse della notizia. Invece di imporsi con la forza bruta della potenza di calcolo, l’IA ha usato una piccola anomalia nei dati come indizio per restringere il campo delle ipotesi. È così che un modo di usare l’IA ha fornito una risposta a una questione rimasta aperta per circa 25 anni.
Il seme misterioso alimentò i sospetti
ECDSA è uno standard ampiamente utilizzato per le firme digitali basate sulle curve ellittiche. Il valore che costituisce il punto di partenza per generare i parametri delle curve impiegate nello standard è chiamato «seme», e fu fornito dalla NSA. Non venne però spiegato come fosse stato creato.
Per fare un paragone culinario, era come una salsa segreta di cui non si conosce la ricetta. Anche se il sapore è buono, se non si sa che cosa contiene qualcuno potrebbe chiedersi se non vi sia stato aggiunto di nascosto qualcosa. Valori di configurazione dalla provenienza ignota hanno alimentato il sospetto che potessero nascondere una backdoor (una porta di accesso segreta), dando origine a premi in denaro e indagini condotte da volontari.
Jerry Solinas, ex dipendente della NSA ormai scomparso, aveva ipotizzato che i semi fossero l’hash (una trasformazione secondo regole precise in un altro valore) di una frase umoristica, ma non era così.
Un’anomalia di 31 bit ha fornito l’indizio
Claude ha notato uno schema per cui, in alcuni semi, i bit più significativi erano sistematicamente pari a zero. Per generare i semi era stato usato lrand48, un semplice generatore di numeri casuali del linguaggio C. Come valore iniziale, a quanto pare, era stato impiegato un timestamp Unix compreso tra maggio 1997 e aprile 1998, cioè il numero di secondi trascorsi dal 1° gennaio 1970.
L’elemento decisivo è stata una caratteristica di lrand48: i suoi output sono limitati a 31 bit. Se uno spazio da 32 bit contiene un valore di soli 31 bit, il bit più significativo tende a essere zero. L’IA ha interpretato questa anomalia non come un pattern insolito, ma come l’impronta digitale di uno specifico generatore di numeri casuali.
Colpisce anche la rapidità: meno di 30 minuti. Si tratta però di una stima del tempo impiegato per il lavoro e non si dovrebbe parlarne senza considerare le indagini e le discussioni accumulate nel corso di molti anni. A mio avviso, il punto di forza dell’IA è stato saper rivolgere lo sguardo, senza preconcetti, verso un indizio che gli esseri umani avevano trascurato per anni.
Chiarire la provenienza non equivale a dimostrare la sicurezza
Secondo quanto riferito, Anthropic ha affermato che questa spiegazione rende meno probabile l’esistenza di una backdoor intenzionale. «Meno probabile», però, non significa «è stato dimostrato che non esiste». Individuare il metodo di generazione del seme è un passo importante, ma da solo non garantisce la sicurezza dell’intera curva.
La fiducia nella crittografia si fonda non solo sulla robustezza, ma anche sulla possibilità per terzi di verificare la provenienza dei valori di configurazione. Questo caso ha mostrato ancora una volta come un «numero inspiegabile» possa continuare ad alimentare sospetti per anni.
Il premio di 36.864 dollari offerto per risolvere il mistero sarà donato da Anthropic all’organizzazione non profit Internet Security Research Group (ISRG).


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