Il 9 ottobre 2026 (ora locale), la statunitense Google Cloud ha annunciato «Gemini Agent», uno strumento multiagente che funziona nel cloud. Oltre al nuovo modello di Google, «Gemini 4 Argon», è possibile utilizzare «Claude Opus 5.5» e «Claude Sonnet 5.5» di Anthropic. In seguito dovrebbero essere aggiunti anche modelli proprietari e open source di altre aziende.
Anche Claude funziona con il nome Gemini
A colpire nell’annuncio è la possibilità di scegliere Claude all’interno di un servizio che porta il nome Gemini. Gemini Agent è progettato per non vincolare gli utenti a un modello specifico e, secondo Google, esegue ogni attività con il modello più adatto.
Per fare chiarezza, i modelli di IA sono il cervello incaricato di generare testi e svolgere ragionamenti. Gli agenti sono invece i sistemi che usano quel cervello per portare a termine attività concrete. Gemini Agent è uno strumento che riunisce più sistemi di questo secondo tipo: per comprenderne meglio il ruolo, è utile distinguere la piattaforma che esegue le attività dai modelli utilizzati al suo interno.
Finora, in molti casi, decidere «quale servizio usare» significava anche decidere «quale modello usare». Con Gemini Agent, invece, si potrà scegliere il modello dopo aver selezionato il servizio.
Al momento sono disponibili tre modelli, ma il numero è destinato a crescere
Al momento sono disponibili tre modelli: Gemini 4 Argon, Claude Opus 5.5 e Claude Sonnet 5.5. Shubham Saboo di Google lo ha annunciato su X, mostrando la schermata di selezione dei modelli supportati, e ha dichiarato che in futuro saranno aggiunti anche altri modelli proprietari e open source.
La scelta di affiancare modelli diversi da quelli di Google nel cloud di Google sposta il fulcro del dibattito dalla superiorità dei modelli a come usarli: quale modello assegnare a ciascuna attività.
Come cambierà l’utilizzo da parte delle aziende?
Poter richiamare più modelli da un unico punto rende più semplice scegliere in base alla natura dell’attività, per esempio usando un modello rapido per le bozze di documenti e uno più avanzato per i ragionamenti complessi. Il fatto di non dover più organizzare i processi di lavoro facendo affidamento su un unico modello è un cambiamento da non sottovalutare per le aziende che ne valutano l’adozione.
Tuttavia, poter scegliere un modello non significa poter passare liberamente da un servizio all’altro. L’annuncio non specifica le condizioni per collegarsi ad altri servizi o trasferire i propri dati. Per valutare l’adozione, le aziende farebbero bene a considerare non solo i modelli supportati, ma anche come intendono usarli nei diversi ambiti della propria attività.
Rapporti con le app Gemini esistenti e con i relativi piani tariffari
Al momento non è stato chiarito il rapporto tra Gemini Agent, l’app Gemini già esistente e Gemini Enterprise. L’annuncio non significa neppure che Claude nel cloud sia ora utilizzabile direttamente dall’app Gemini.
Per ora non è chiaro neanche quali piani consentiranno di usare il servizio: i piani Gemini AI per i privati, Google Workspace per le aziende o Gemini Enterprise. Google Cloud Japan è stata interpellata in merito ai prezzi e ai piani di disponibilità in Giappone; è previsto un aggiornamento non appena arriverà una risposta.


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