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Character.AI chiede la protezione prevista dal Chapter 11 negli Stati Uniti e venderà parte dei suoi asset a Disney; il futuro del servizio è incerto

Character.AIが米連邦破産法11条を申請、Disneyに一部資産を売却へ サービス存続は不透明

Character.AI, il servizio che permette di conversare con personaggi IA creati dagli utenti, ha chiesto di accedere alla procedura di riorganizzazione prevista dal Chapter 11 della legge fallimentare statunitense. Nei documenti depositati in tribunale, sia le attività sia le passività sono stimate tra i 50 e i 100 milioni di dollari. L’azienda continuerà a operare durante la procedura di vendita e ha raggiunto un accordo per cedere a Disney parte dei suoi asset per 20 milioni di dollari. Non è ancora stato individuato, tuttavia, un acquirente per l’intera piattaforma.

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Ma che cos’è Character.AI?

Character.AI è un servizio che permette agli utenti di creare personaggi IA a proprio piacimento e di chattare con loro. Se una normale IA conversazionale è uno «strumento utile per rispondere alle domande», Character.AI somigliava di più a uno spazio in cui creare un «compagno di conversazione» e divertirsi. Si può assegnare al personaggio una personalità simile a quella di un protagonista di anime o chiacchierare con lui come con un amico: le possibilità dipendono solo dall’immaginazione degli utenti.

L’azienda è stata fondata verso la fine del 2021. I fondatori sono Noam Shazeer e Daniel De Freitas, ingegneri provenienti da Google e coautori del paper «Transformer», noto per aver introdotto una tecnologia fondamentale per l’IA. Inizialmente si sono dedicati sia all’addestramento di modelli di base di grandi dimensioni, ovvero il «cervello» delle IA conversazionali, sia alla creazione di uno spazio di chat in cui parlare con i personaggi.

Una crescita vertiginosa in cifre

La crescita si riflette nei numeri. Nel settembre 2022 l’azienda ha raccolto 150 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione superiore a 1 miliardo e lo status di «unicorno». All’epoca dichiarava che, nell’arco di cinque mesi, le conversazioni tra utenti e bot avevano superato i 2 miliardi e che gli utenti attivi trascorrevano in media più di due ore al giorno sulla piattaforma.

Nel maggio 2023 è stata lanciata l’app, che ha registrato oltre 1,7 milioni di installazioni nella prima settimana. Nell’ottobre 2024 gli utenti attivi mensili hanno raggiunto quota 20 milioni. Secondo i dati raccolti da PitchBook, i finanziamenti totali superano i 193 milioni di dollari; tra gli investitori figurano Lightspeed, SV Angel, Greycroft e a16z.

In pochi anni è stato creato un servizio che le persone volevano usare ogni giorno per due ore. Eppure non è riuscito a evitare la bancarotta: perché?

Il contratto con Google ha cambiato il volto dell’azienda

La svolta è arrivata nell’agosto 2024. Google ha firmato un accordo da 2,7 miliardi di dollari per ottenere in licenza i modelli dell’azienda, mentre Shazeer e De Freitas sono tornati a lavorare per Google. Dominic Perella, allora consulente legale della società, è diventato CEO ad interim e l’azienda ha cambiato rotta, abbandonando l’addestramento dei modelli di base per concentrarsi sulla crescita del servizio.

Rinunciare a sviluppare il «cervello» e concentrarsi sull’espansione del servizio. La scelta ha reso l’azienda più agile, ma ha anche fatto ricadere interamente sulla gestione la responsabilità di trasformare il numero di utenti in ricavi.

Cause e norme sulla sicurezza dei minori

Le difficoltà sono arrivate sul fronte della sicurezza. Dopo che un ragazzo di 14 anni della Florida si è tolto la vita, la madre ha sostenuto che il figlio fosse diventato dipendente dai chatbot della piattaforma e ha intentato una causa contro l’azienda. In seguito, il Texas ha avviato un’indagine per verificare il rispetto delle leggi sulla privacy e la sicurezza dei minori.

L’azienda ha raggiunto un accordo in una parte della causa, ha introdotto funzioni di sicurezza e ha vietato l’uso del servizio ai minori. Per una piattaforma il cui pubblico principale era costituito da giovani, questa decisione deve aver colpito le fondamenta del business.

Nel giugno 2025 è diventato CEO Karandeep Singh Anand, con esperienze professionali in Brex e Meta. L’azienda ha aggiunto la generazione di video tramite IA e un feed social, cercando di attirare gli utenti anche con formati come storie interattive e microdrammi.

Il modello delle IA che piacciono, ma non generano profitti

Secondo i dati della società di ricerca Sensor Tower, Character.AI era tra le app con il tempo di utilizzo più elevato. L’IA generativa, però, ha una caratteristica: più viene usata, più aumentano i costi. Ogni volta che un utente invia un messaggio, infatti, si sostengono costi di calcolo per far funzionare l’IA. Più a lungo gli utenti restano sulla piattaforma, maggiore è la pressione a monetizzarla; una base di fan molto appassionati può finire per diventare un peso.

L’aggiunta di nuove funzioni, come la generazione di video e gli strumenti social, non è bastata a rendere sostenibile la gestione dell’azienda. Questo caso mostra, con dati concreti, quanto sia difficile per i servizi di IA rivolti ai consumatori conciliare crescita e monetizzazione.

A mio avviso, «non perdere gli utenti» e «riuscire a farsi pagare» sono due questioni diverse. Puntare sulla pubblicità o sugli abbonamenti mensili? Data la natura del prodotto, un compagno di conversazione, rafforzare le misure di sicurezza modifica l’esperienza e incide anche sull’entusiasmo degli utenti. Sono ancora pochi i servizi di IA che riescono a trovare il giusto equilibrio.

La vendita di asset a Disney e il futuro della piattaforma

Con l’operazione, Disney acquisterà parte degli asset per 20 milioni di dollari e otterrà anche una licenza non esclusiva e perpetua sulla tecnologia dell’azienda. Il supporto alla transizione sarà fornito da ex dipendenti di Character.AI, passati a Disney il mese scorso insieme all’ex CEO Anand.

L’attuale CEO Colin Adams ha spiegato che l’attività continuerà anche durante la procedura di vendita, che dovrebbe concludersi tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Al momento, tuttavia, non sono ancora arrivate offerte per gli asset né si sono fatti avanti potenziali acquirenti. Adams ha scritto di augurarsi che venga presentata una proposta praticabile e che l’attività possa proseguire; in caso contrario, la piattaforma chiuderà.

L’accordo con Disney riguarda una parte degli asset e i diritti di utilizzo della tecnologia: è distinto dalla sorte del servizio Character.AI in sé. Per gli utenti, la svolta dipenderà dalla possibilità che emerga un acquirente nelle prossime settimane, durante la procedura di vendita.

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